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Sannino: «Bastava cambiare modulo»

Il tecnico del Siena fa un'analisi tattica del match contro il Napoli

Giuseppe Sannino, allenatore del Siena, analizza il match pareggiato contro il Napoli: «Contro il Napoli ho cambiato il modo di stare in campo del mio Siena perché affrontavamo una squadra che gioca un calcio molto aperto. Ci è andata bene ma il Napoli è una grandissima squadra ed io sono felice di aver incassato un punto contro questo Napoli. Le critiche che stanno piovendo addosso a Mazzarri? Il fatto che un allenatore debba cambiare il proprio pensiero ed il modo di stare in campo quando affronta il Napoli, come ho fatto io, vuol dire che Mazzarri mette in campo una squadra costringendo gli avversari ad adeguarsi al proprio gioco. Perciò queste critiche che stanno piovendo addosso a Mazzarri non le condivido ma non le considererei neanche tanto anche perché il Napoli ieri ha concluso la partita con cinque attaccanti in campo e non tutte le squadre riescono a far giocare cinque attaccanti contemporaneamente. Poi, noi abbiamo fatto una partita di grande sofferenza ma se avessi allenato da qualche anno in più il Siena, non avrei cambiato il modo di stare in campo anche perché giocando a specchio è vero che siamo più coperti ma arriviamo con più difficoltà in avanti. Come ho visto il Napoli? Ho avuto la sensazione che dopo il pareggio con il Bologna il Napoli abbia vissuto una settimana un po’ particolare. C’è stata un po’ di pressione sulla squadra e sul mister. Tutte le squadre che affrontano il Napoli giocano poco a calcio perché si preoccupano di più di togliere gli spazi alla squadra azzurra piuttosto che produrre calcio. Credo che alla fine di Siena-Napoli la fortuna sia stata equilibrata perché è vero che Pandev a due metri da Pegolo non è riuscito a far gol nei minuti finali del match ma è anche vero che nel primo tempo il Siena poteva far gol per un errore della difesa del Napoli, tiro che poi ha centrato la traversa. Credo che una squadra dai valori di quelli del Napoli non debba preoccuparsi più di tanto perché gioca su tutti e tre i fronti e perché 7/11 dei componenti del Napoli è lo stesso che da tre o quattro anni gioca insieme. Credo che il Napoli sia in linea con quelli che sono i suoi obiettivi, in campionato è vero che è settimo ma ci sono ancora 19 partite da giocare. È difficile arrivare primo o secondo ma in Europa penso che il Napoli possa arrivarci tranquillamente. Parlo da persona equilibrata che pensa ai valori del gruppo azzurro. Il Napoli è una squadra che ha portato Napoli a livello europeo perché disputare la Champions League è importante per i tifosi e per i calciatori. Arrivare a vincere la Coppa Italia, per il Napoli sarebbe una bella vetrina. Lo spessore tecnico credo che poterà la squadra di Mazzarri a far bene.

Credo che un allenatore quando accetti un incarico debba capire dove si trovi ed impegnarsi fino alla fine per far emergere tutti i valori della propria squadra. A volte per le prestazioni che disputiamo è facile pensare che il Siena possa ambire a qualcosa di importante ma la cosa che conta è capire chi siamo, da dove veniamo e dove possiamo arrivare. Ogni giorno cerco in infondere ai miei ragazzi quegli stimoli che sono importanti per poter battagliare contro chiunque. Il Siena è una piccola realtà che deve confrontarsi con ciclopi ma che alla fine deve raggiungere un obiettivo e sarà per me un onore alla fine riuscire a centrarlo. Non ho portato a Siena le magliette con quelle scritte simpatiche fatte quando ero a Varese perché in tutto quello che si fa nella vita c’è un tempo. A Varese ho potuto far quello perché erano tre anni che vivevamo una favola e la parola dell’allenatore la potevano ascoltare tutti. In serie A bisogna essere più lungimiranti di quello che ci circonda però sono sempre quella persona che vuole vivere di normalità. In Serie A a volte c’è qualcosa di fumoso ma ci sono dei valori che non dobbiamo mai dimenticare.

Capisco che vivere in una città come quella di Napoli da allenatore comporta di avere tantissime pressioni. Però sono convinto che noi senza questa massa che ci segue e questo livello mediatico che ci contorna non potremmo fare questo mestiere. Parto dal presupposto che l’educazione, un sorriso, un soffermarsi a parlare con un tifoso sia la forza di questo sport. Spero di non cambiare mai perché vivo il calcio stando in mezzo alla gente. A me piace prendere il caffè con giornalisti, tifosi ed essere Peppe Sannino un uomo che è stato fortunato nel poter fare il lavoro che gli piace attraverso i sacrifici».

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